Uno spazio per l’ascolto

Studio per una psicoterapeuta

Genova, 2026


Il progetto nasce dalla volontà di trasformare un’unica grande stanza in uno studio di psicoterapia accogliente, luminoso e lontano dall’immagine impersonale dell’ambiente sanitario. L’intervento ha interessato soprattutto l’organizzazione degli arredi e la definizione di una nuova identità cromatica, capace di accompagnare il lavoro della professionista e di mettere a proprio agio chi entra.

Lo spazio è stato articolato in differenti aree, mantenendole in relazione tra loro senza ricorrere a divisioni fisiche. La zona dedicata al colloquio occupa la parte centrale della stanza ed è composta da sedute diverse per forma e postura: poltrone più avvolgenti, una chaise longue e una seduta lineare permettono alla persona di scegliere liberamente la posizione nella quale sentirsi maggiormente a proprio agio. La disposizione non è rigida né eccessivamente frontale, ma costruisce un ambiente aperto alla conversazione, all’ascolto e alla riflessione.

FOTOGRAFIE STATO ORIGINALE

FOTOMONTAGGI E STUDI PRELIMINARI DEL COLORE E ARREDO

La scrivania della psicoterapeuta è collocata lateralmente, in una posizione luminosa ma appartata, così da non imporsi visivamente sull’area del colloquio.

Il grande tavolo in legno introduce una presenza materica e autentica, mentre la sedia trasparente alleggerisce la composizione e mantiene lo sguardo libero attraverso la stanza. Una seconda postazione, ricavata attraverso il recupero di un antico scrittoio, accoglie libri, documenti e oggetti personali, contribuendo a creare un’atmosfera vissuta e familiare.

La parete attrezzata con librerie sospese organizza la raccolta di testi professionali senza appesantire l’ambiente. La composizione aperta e irregolare alterna pieni e vuoti, libri e piccoli oggetti, diventando un fondale dinamico che racconta la personalità di chi abita quotidianamente questo spazio.

Il colore rappresenta il principale strumento progettuale. Le pareti sono avvolte da una tonalità grigio chiaro, calma e discreta, scelta come base neutra capace di favorire concentrazione e serenità. A questa si contrappone il giallo caldo, utilizzato sul soffitto, nelle tende, nelle librerie e nei piccoli dettagli tessili. Una presenza luminosa e vitale, mai aggressiva, che riscalda la stanza e dialoga con le sfumature ambrate del parquet e degli arredi in legno.

La grande campitura dipinta all’interno dell’arco diventa il segno caratterizzante del progetto. Una successione di forme concentriche, dalle tonalità progressivamente più chiare, suggerisce visivamente il passaggio da una dimensione esterna a una più intima e profonda. Una sorta di soglia simbolica, capace di evocare il percorso personale che avviene all’interno della stanza.

Gli elementi originari dell’ambiente sono stati valorizzati attraverso il colore: le cornici, le modanature e gli stucchi del soffitto rimangono bianchi e acquistano maggiore rilievo sul fondo giallo, mentre il parquet geometrico viene mantenuto come importante testimonianza della storia dell’edificio.

Il risultato è uno studio professionale ma profondamente umano: uno spazio nel quale il rigore del lavoro terapeutico incontra il calore della dimensione domestica. Un luogo pensato non soltanto per essere utilizzato, ma per accogliere, proteggere, accompagnare e soprattutto: ASCOLTARE.

Progetto di Interior Design:

Architetto Valentina Solera, Arch. Tamara Castellano, Designer Chiara Bevegni

Progetto Colore:

Chiara Color Design di Chiara Bevegni

Impresa esecutrice:

Burim Peca Costruzioni

Fotografie:

Daniele Ciampi Vincen7produc7ion

Arredi di antiquariato e di falegnameria realizzati su disegno